Haiti Port-Au-Prince luglio 2010

Pubblicato: 15 luglio 2010 da giovanimprenditori in Senza categoria

La settimana scorsa ho notato che i media hanno cercato notizie per compensare la mancanza di gossip da mondiali di calcio, terminati prima di ogni seppur lauto premio obiettivo, e mi ha sorpreso la leggerezza con cui hanno rispolverato il dramma di un paese colpito dal terremoto. Un paese che si sta abituando a vivere nel distrutto, senza nessun tipo di coordinamento e ad un livello di qualità della vita per cui noi occidentali non riusciamo neanche a scandalizzarci guardandoli in formato spot alla tv. Un paese in cui non si sa cosa sia l’iniziativa privata, il bene comunitario. Ammettiamo c’est la vie…

Vi propongo una diretta esperienza di Annalisa Milani, peace keeper Onu che è stata lì proprio nella stessa settimana

…. ci sono momenti in cui le parole e le immagini che uno puo’ prendere della realta’ che lo attornia non hanno molto significato perche’ la realta’ by passa la tua immaginazione ed e’ quello che mi sta accadendo ad Haiti …Da quando sono sbarcata qui con un volo da Miami non riesco a fotografare nulla ..il caos , la poverta’ , le contraddizioni di questo lembo di isola a pochi kilometri da S.Domingo, a poche ore di volo dagli Usa ,nel mezzo dei paradisi vacanzieri della Bahamas …sono troppe per poterle raccontare…..e far vedere chi mi crederebbe ????… bisogna solo prendere un biglietto di ae reo e sbarcare a Port au prince ….Haiti esiste, e’ una realta’….oggi in questo momento in cui sto scrivendo …

Il terremoto ha messo sotto il cielo un paese spogliato, reso povero all’estremo, dalle varie dittature: Duvalier,Aristide,Preval. Una mission ONU da cinque anni non ha risolto nulla. Manca qualsiasi amministrazione, dal governo che non esiste, alle municipalita’ mai viste, c’e un po’ di polizia corrotta, manca un esercito… e’ l’anarchia completa…e su questo si e’ abbatuto il terremoto sei mesi fa ….sbriciolando interi qurtieri delle bidonville di Port- Au prince costruiti con lo sputo …ed ora ne vedi gli scheletri di sabbia sopra i cui detriti c’e’ gia’ la tenda ed il mercato …non si sa ancora quanti morti a sei mesi dalla catastrofe …tanto a chi interessa sapere !!!! morti son morti …”c’est la vie” dicono qui e nel caldo torrido di questo periodo ognuno cerca di andare avanti per se comprese le stramigliaia di Ong che qui si sono riversate, le congregazioni religiose e vi a dicendo e 12 miliardi di dollari della comunita’ internazionale bloccati per chi non si sa a chi darli da gestire …. Ma sono cose che tutti hanno detto ….e che si sanno…..

Flash: giovedi’ cerco l’ orfanatrofio di Sylvie Bajeux..uno dei stramigliaia nel quartire Carrefour …viaggiare con le auto di P. Giuseppe strarotte da Santo, un quartiere, un po’ in periferia ed in campagna, ai quartieri di Port- au Prince e’ un impresa : strade rotte, buche, gente con le tende che vive in mezzo …fa il piccolo mercato, si lava su catini di plastica, bimbi che nudi razzolano per terra, migliaia di gente che ti chiede un dollaro haitiano ….il caldo, la polvere, il caos aumentano: per terra c’e un morto da incidente stradale …un po’ di gente attorno ..ma poi lasciato lì e un’ora dopo il corpo e’ ancora lì al caldo….le tende e le tendopoli sono ovunque …le 4×4 degli haitiani straricchi, del personale delle Nazioni Unite, delle migliaia di ong si intasano con i tap tap, le strarotte ma coloratissime, stracariche camionette che trasportano la gente locale …si sta fermi ore…tutto e’ intasato …polizia ???? non c’e’ ombra…anzi star fermi vuol dire per tutti aprire il piccolo mercato … si vende tutto improvvisamente : due manghe, un po’ di banana, acqua, quattro stracci, due fritelle ….nugoli di bimbi di strada ti assaltano “madame quelque chose a manger, un dollar (haitiano)” …improvvisamente ci si muove piano ….e si va avanti …lo stomaco ti si libera …poi fai l’ abitudine ..giorno per giorno …e come gli haitiani …”c’est la vie” accetti …..ti pieghi all’inferno….

Ah gli haitiani ricchi : sono quella minoranza dell 1% che erano ricchi prima, le loro ville le vedi subito perche’ fatte bene non sono cadute, e che ora affittano locali e ville alle ong straniere, e al personale della comunita’ internazionale a prezzi strabilianti… …ed e’ cosi’ per tutti anche per gli haitiani (ieri ho scoperto) che rientrano dalla diaspora canadese per dare una mano…in questa situazione d’ inferno… la madame haitiana che ha incassato sull’unghia se ne andra’ in vacanza in Guadalupe…l’ inferno umano che ha fuori del “muro cintato della villa“ non lo vede….

Ma c’e’ anche una piccolo minoranza di haitiani che seppur della intellighenzia combattono ancora, cercano di capire: sono stati esiliati durante la dittatura dei Duvalier, rientrati con Arisitide hanno tentato di mettere in piedi qualcosa per il paese ..ma ora Preval li ha o “cooptati” o annullati. Lavoro per due giorni con Enfofamm, un centro per la difesa dei diritti delle donne , Clorinde Zephir haitiana, mi fa vedere la vecchia rivista “La vois de la femme haitienne” 1947-1948 !!!! quando un gruppo di donne haitiane cominciavano a battagliare per la poverta’ delle donne rurali, diritto al voto, salario minimo , una “ pedagogia giusta” per i poveri …dove sono andate a finire le loro battaglie ?….Clorinde mi dice ogni volta che un po’ di societa’ civile e’ avanzata…poi la repressione…. Si sente sola …ora sta presentando progetti sulla violenza alle donne nei campi …perche’ la promiscuita’ sta aumentando le “donne sole incinte” ….con lei si parla tra le altre cose delle nuove elezioni che la comunita’ internazionale vuole a novembre per creare nel 2010 in questo angolo di mondo qualcuno che governi ….ma come fare le elezioni quando non si s a nemmeno quanti siano morti a sei mesi di distanza…. sono sotto le macerie e li’rimangono …la rassicuro per un paese cosi’ piccolo non ci sono problemi …Ma chi andra a votare chi ? non esiste una opposizione alla “mafia“ attuale …..si’ c’e’ un po’ di societa’ civile …Clorinde mi invia via email un documento contro Preval segnato da 5 organizzazioni haitiane…ma si vedra’ ????

Arrivo all’ orfanatrofio in mezzo a Carrefour qaurtiere ….sono 60 piccolini ..hanno da mangiare e da vestire. I lettini sotto le tende costruite sopra i detriti di una casa …la situazione “logistica “ non e’ male …ah c’e’ una coppia francese che sta con un bimbo a cui poi verra’ affidato …pero’ che tristezza…che abbandono ..affettivo…che tristezza negli occhi dei bimbi ….ah certo non e’ diversa la situazione rispetto agli altri bimbi haitiani…almeno qui mangiano….non nego che, sara’ anche per il caldo , il caos , la polvere, ma il mio stomaco pare non reggere piu’ mi viene da vomitare ….ma e’ solo l’ inizio ….poi mi abituero’….troppe le contraddizioni !!!!!!….eh si che mi pareva di averne superate in giro per il mondo ….ma e’ meglio non pensare con la testa occidentale …bisogna lasciar “andare”….

I giorni che si susseguono sono ogni momento un tuffo in enormi contraddizioni, miseria immense, gente che vive nelle immense tendopoli …per alcuni di loro e’ meglio di prima perche’ hanno pasti garantiti dall’ aiuto umanitario e dentro queste situazioni c’è di tutto, c’e’ tutto il comportamento umano…che non riesco a raccontare con le parole ne’ con le immagini …e’ la prima volta che mi accade….l’unica cosa e’ starci dentro come fanno altri …lavorando …e bloccando lo stomaco…..e pregando il Signore che dia la forza non di risolverle …ma di starci dentro…

Annalisa ( Haiti 5 -15 luglio 2010)

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