COP15, cosa devi sapere

Pubblicato: 5 novembre 2009 da mauro marinello in Generale

cop15

Percorso storico

Tutto cominciò nel giugno 1992, a Rio De Janeiro, quando i capi di stato si riunirono per parlare di ambiente, in un incontro che rimane alla storia come il Summit della Terra, o Conferenza di Rio. Fu il primo grande passo istituzionale per la salvaguardia ambientale, per la riduzione di emissioni nocive e di misure per limitare il riscaldamento climatico.

La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite e il protocollo di Kyoto

Un risultato del Summit fu la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), un trattato internazionale per la riduzione dei gas serra. Non poneva alcun limite di emissioni, che sarebbe stato incluso in un protocollo specifico. Dal 1995 ogni anno si tiene la Conferenza delle Parti (COP) per monitorare costantemente le azioni intraprese e stabilire azioni legalmente vincolanti per garantire il rispetto degli accordi nella riduzione dei gas serra.

Nel dicembre 1997 durante il COP-3 oltre 160 paesi sottoscrissero il Protocollo di Kyoto. Oggi oltre 180 paesi lo hanno ratificato, grande assente gli Stati Uniti.

Adesione al Protocollo di Kyōto al febbraio 2009. In verde gli stati che hanno firmato e ratificato il trattato, in giallo gli stati che lo hanno firmato ma non ancora ratificato. Gli Stati Uniti hanno firmato ma hanno poi rifiutato di ratificare il trattato.

Agenda 21

La definizione degli obiettivi del progetto Agenda 21 delle Nazioni Unite è ambiziosa come il nome. Il numero 21 sta ad indicare il secolo che stiamo vivendo, l’Agenda è il piano d’azione per promuovere lo sviluppo sostenibile contro le emergenze climatico-ambientali e socio-economiche. L’adesione alle direttive da parte degli stati membri è volontaria, gli intenti sono generici ma hanno delle stime dei costi previsti per la realizzazione. Sono previste le azioni locali e mirate, previste dall’articolo 28, su base di impegni riconosciuti da Agende 21 Locali.

Conferenza delle parti 15 o COP15

Dalla Conferenza di Bali del 2007 gli stati membri stanno cercando di definire un nuovo protocollo post-Kyoto. La road-map è nelle fasi finali. In questi giorni c’è molta attenzione attorno al Barcelona Climate Change Talks 2009 dove si definiranno i dettagli per la tappa conclusiva di Copenhagen, dal 7 al 18 dicembre 2009. Si parlerà di Co2, agricoltura, trasferimento tecnologico, mobilità sostenibile in particolare grazie ai veicoli elettrici, livelli di emissioni, finanziamenti. Tra chi dice si deciderà la strategia amientale dei prossimi anni e chi si aspetta il solito nulla di fatto come ci hanno abituati gli ultimi G-8 o G-20, anch’essi sedi istituzionali con i temi dell’ambiente sempre in primo piano.

Italia e la Green Economy

“Only for the brave”, solo per i coraggiosi. Un articolo di pochi giorni fa nel sito ufficiale del COP15 riporta i dati di una ricerca della Deutsche Bank che mette l’Italia nelle ultime posizioni tra i paesi con opportunità di investimento collegate ai cambiamenti climatici. L’alta rischiosità deriva dall’opacità di strategia in termini di politica ambientale dell’attuale governo, che ha causato molti richiami da parte della Comunità Europea per il mancato rispetto di parametri legati alle fonti rinnovabili. Un paese che non riesce ad essere attraente nemmeno per la Green Ecomony. La terra del sole.

Per saperne di più

http://en.cop15.dk Sito ufficiale COP15

http://www.dbcca.com/dbcca/EN/investment-research/investment_research_1780.jsp Global Climate Change Policy Tracker: An Investor’s Assessment

http://www.kyotoclub.org/ Organizzazione noprofit costituita da imprese, enti, ecc. impegnati nel raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.

http://www.un.org/esa/dsd/agenda21/res_agenda21_00.shtmlIl testo dell’Agenda 21 in inglese.

http://www.a21italy.it Coordinamento Agende 21 Locali italiane.

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commenti
  1. […] Culturale Ragnarock organizzano l’evento per discutere e confrontarsi sull’impatto delle decisioni dei grandi del pianeta sulle PMI del […]

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