Crescita nel 2010? No (e forse avevo ragione io)

Pubblicato: 3 novembre 2009 da mauro marinello in Generale
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banca italia

In queste prime settimane autunnali mi sono un po’ isolato dal mondo. Volutamente, cause di forza maggiore: sono concentrato su due importanti progetti di massima priorità per l’azienda. Ecco perché ho trascurato il blog.

Sono fortunato per potermi concedere tutto il tempo a disposizione ad attività di crescita, malgrado abbiamo molte cose da fare anche nel quotidiano perché il lavoro non manca. Vendiamo soprattutto, e molti, prodotti che facciamo meglio di chiunque altro, sviluppati in momenti in cui ci si poteva anche accontentare che tanto ce n’era per tutti. E subiamo solo casi isolati di clienti insoluti.

Vedo che le aziende fanno veramente fatica a cambiare, non è bastata una crisi di PIL ad ordinarglielo. Il cambiamento è una mission impossible per l’azienda. E’ il risvolto occulto della cultura del lavoro fisso a vita. Ci tornerò su questo punto. Comunque si vedono molti X6, non facciamo tutti la fame come leggo ogni tanto in qualche articolo. Ricevo molti cv di italiani di ogni età, qualcuno entra in ufficio per chiedere se abbiamo bisogno di operai, segno che li fuori è successo qualcosa di grosso.

Voglio parlare del Bollettino Economico n°58 della Banca d’Italia. Lo conosco da poco, questo strumento di analisi della situazione economica. Ho letto la sintesi del numero 58, redatta in ottobre 2009. I temi esaminati, per il trascorso 2009 e previsionale 2010 sono: recessione, ripresa, eurozona, domanda interna, credito, inflazione, conti pubblici.
All’inizio dell’anno il sentimento comune in ambito economico, alimentato dai media, era di agitazione per la caccia al colpevole di questa crisi birichina. Banche imputate numero uno, globalizzazione come complice e mandante. Oggi rimangono le paure e le gessature di una mancata visione a lungo termine, ma è sparito il resto. E’ sparito l’incubo imminente di un domino incontrollabile di istituti di credito. Sono spariti i loro debiti.

Ripresa? Attenzione. A quanto pare si è arrestata la discesa, che è cosa ben diversa. Si è arrestata la recessione e la ripresa si profila grazie alle politiche economiche espansive, dice Bankitalia. Intanto l’UE ha avviato delle procedure d’infrazione a 20 Stati per deficit eccessivo. In Italia nel 2012 il debito sarà il 112% del PIL. Le due cose sono strettamente legate tra di loro, ma nessuno lo dice mai.

Futuro previsto: bisogna fare due rapidi conti perché il rapporto non lo dice chiaro e tondo, lascia solo intendere. Prevista la ripresa economica nel 2010 dell’1% per i paesi “avanzati”, se togliamo il gap costante dell’Italia è facile supporre che si potrà vedere appena qualche zero virgola.

Personalmente non ci metterei la mano sul fuoco. I conti pubblici sono deteriorati pesantemente, significa più tasse e tagli di spesa. Sono in calo gli acquisti di beni durevoli. Abbiamo lasciato sul piatto una disoccupazione allarmante, e non abbiamo ricette pronte per porci rimedio.

La ripresa dei mercati internazionali doveva portarci in salvo tutti, come si diceva qualche mese fa, e io in questo articolo sottolineavo i miei forti dubbi.

Sono ottimista, ma non credo alla ripresa, quanto ad un nuovo scenario dove vigeranno regole nuove per competere. Sarà una sfida e mi sto preparando per affrontarla. Il processo sarà lungo e non privo di spargimenti di sangue.

E voi cosa pensate? Come andrà a finire? Come sarà il vostro 2010?

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