Portatore di interesse

Pubblicato: 1 ottobre 2009 da mauro marinello in Generale
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Quale giorno fa ho partecipato ad una riunione in cantiere. Un cantiere molto grande di una grande città. La riunione è stata convocata dall’architetto che sovrintende lo stato di avanzamento dei lavori. Per la mia azienda partecipare a questo tipo di riunioni è una cosa abbastanza recente, perché la nostra crescita ci ha fatti entrare nelle commesse “che contano” da qualche anno solamente. Non è la prima che faccio, ma questa volta come mai era successo ho imparato moltissimo.

In queste riunioni sono tutti sullo stesso tavolo. Comanda lui, e fa domande, chiede spiegazioni ai problemi e ai ritardi. Chi risponde lo fa davanti a tutti, tutti sentono. Le parole vengono pesate, ogni cosa detta vale come un contratto.

La scena è particolare, 7 uomini in una casetta prefabbricata attorno ad un tavolino. Chi in giacca e cravatta, chi con le scarpe di sicurezza e la maglietta impolverata. In quei momenti ci si organizza per le prossime settimane, per sistemare qualche inconveniente. C’è complicità e intesa, quando tutto va bene.

Per far andare tutto bene bisogna rispettare gli impegni presi, ma anche qualcosa di più. Serve l’azienda strutturata e preparata alle spalle, serve capacità di mediazione, servono gli strumenti tecnologici e la conoscenza delle caratteristiche dei settori affini al proprio.
Insomma, servono i numeri!

Ma invece quella mattina non andava tutto bene. Un’azienda è in grave ritardo con le consegne. Le persone che la rappresentavano alla riunione probabilmente non avevano colpa, ma si sono presi la loro razione. Se loro non consegnano, non lo possiamo fare neppure noi. Che abbiamo lavorato a ritmo febbrile i mesi scorsi, assumendo personale in più. E stiamo cominciando a pagare i fornitori della materia prima da questo mese.

Il problema è tutto qui, è sempre qui. Per assurdo, potrebbe essere che la banca abbia chiuso le linee di credito con l’azienda in ritardo sulle consegne e quindi questa non riesce a pagare i fornitori. Ecco il ritardo, lo slittamento del S.A.L. e la liquidità che ti si asciuga.

E’ difficile trovare il bandolo della matassa tra una sottocapitalizzazione per investimenti ed espansione, o per gestione scriteriata. Trovo giustissimo aiutare la prima categoria a sistemarsi. Chi fa il furbo invece andrebbe emarginato dal mercato, perché fa del male a tutti. Ma come si fa? Mettiamo il feedback pubblico obbligatorio per ogni partita iva?

Forse quello c’è già, da qualche giorno, si chiama Google Sidewiki. Qualche tempo fa, in questo blog, chiedevo una possibile definizione e delimitazione del termine imprenditore, mi serve perchè devo distinguermi. Che c’entro io con l’azienda che quest’estate ci ha commissionato un lavoro urgentissimo, lo ha ritirato dopo 3 settimane, ha voluto il pagamento allungato e ora dopo 2 insoluti ci costringe ad andare a prenderci gli assegni di persona?

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