Banche e imprese: i Giovani Imprenditori Confapi chiedono trasparenza

Pubblicato: 24 novembre 2008 da mauro marinello in Confapi, Generale
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Le banche hanno finito i soldi? Forse sto semplificando un pò ma parlando con gli addetti ai lavori, per me un pò estraneo anche in azienda all’amministrazione, pare stia succedendo questo. Me lo ha ripetuto anche oggi un direttore commerciale di una nota banca, sentirlo parlare di “in caso di default” mette i brividi!

Avrei un paio di “categorie” da condannare come colpevoli per quello che sta succedendo, ma non è il caso e non servirà, piuttosto ci interessa capire come attraversare un guado di fanghiglia di cui non si riesce a misurarne la profondità.

I Giovani Imprenditori Confapi stanno rispondendo all’evidenza rispetto a quanto il governo, e i mass media come megafono, stanno dichiarando sulla situazione in atto. Fatemi sapere cosa sta succedendo nelle vostre aziende, stiamo uniti e facciamo squadra perché se c’è una virtù da riconsiderare tutti, è la fiducia, che si ottiene con la trasparenza delle informazioni.

Riporto di seguito il comunicato stampa della presidente Giovani Imprenditori Confapi, Valentina Sanfelice di Bagnoli, a proposito della situazione in corso nei rapporti tra banca e impresa e sulle necessarie misure del governo:

Crisi economica: Sanfelice (Giovani Confapi): siamo pronti a portare a Palazzo Chigi e in Parlamento le lettere di revoca degli affidamenti bancari che hanno ricevuto le nostre imprese


“Le banche – continua Sanfelice – devono dare evidenza pubblica degli interventi concreti che stanno mettendo in campo a favore delle PMI.  Annunciare genericamente stanziamenti non è una garanzia.

Stiamo ricevendo centinaia di lettere da parte delle nostre imprese che testimoniano una politica tutt’altro che espansiva da parte delle banche. Le lettere ricevute dalle imprese per la maggior parte riguardano la ricontrattazione delle condizioni bancarie, in senso chiaramente peggiorativo, la revoca o la compressione degli affidamenti concessi.

Non è più il tempo degli annunci. Stime ufficiali lasciano presagire che entro giugno il tasso di disoccupazione crescerà del 15% e che molte aziende saranno costrette a chiudere.

Se non vedremo rapidamente un segnale tangibile, siamo pronti a portare tutte le lettere ricevute dalle imprese in Parlamento e al Presidente Berlusconi.”.

Un link per approfondire.

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