Nuovo Articolo: LA TEORIA ECONOMICA DEL DODO

29 Luglio 2009

NUOVO ARTICOLO
LA TEORIA ECONOMICA DEL DODO
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DISPONIBILE IL REPORT INVESTMENT & STRATEGY 2009
www.eugeniobenetazzo.com/report.htm

RIPARTE IL TOUR CON NUOVE DATE
www.eugeniobenetazzo.com/tour.htm


Nuovo Articolo – OTTOBRE ROSSO: ASPETTANDO IL DEFAULT ?

15 Luglio 2009

NUOVO ARTICOLO
OTTOBRE ROSSO: ASPETTANDO IL DEFAULT ?
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DISPONIBILE IL REPORT INVESTMENT & STRATEGY 2009
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FINALMENTE IL DVD DELLO SHOW L’ECONOMIA ALLO SBANDO
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Fate girare
Grazie a tutti

EugenioBenetazzo.com


DISPONIBILE IL REPORT FINANZIARIO 2009

26 Giugno 2009

IL TRAILER DELLO SHOW FINANZIARIO BANCA ROTTA
http://www.youtube.com/watch?v=_UsbwlbiXOQ

DISPONIBILE IL REPORT FINANZIARIO 2009
www.eugeniobenetazzo.com/report.htm

EOLICO D’ALTA QUOTA: IL KITEGEN
www.kitegen.com

Fate girare
Grazie a tutti

EugenioBenetazzo.com


NUOVO ARTICOLO: HIT PARADE DEI DUBBI FINANZIARI NEL 2009

18 Giugno 2009

NUOVO ARTICOLO
HIT PARADE DEI DUBBI FINANZIARI
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VIDEOPILLOLA SU YOUTUBE
CRISI IMMOBILIARE ED INEFFICIENZA ENERGETICA
http://www.youtube.com/watch?v=JRuiizDFYT4


NUOVO ARTICOLO: C’ERAVAMO TANTO AMATI

31 Maggio 2009

NUOVO ARTICOLO
C’ERAVAMO TANTO AMATI
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NUOVE VIDEOPILLOLE
CRISI ALIMENTARE E BANCAROTTA
www.youtube.com/eugeniobenetazzo

DISPONIBILE IL VIDEO DELLA CONFERENZA
DOVE ANDRANNO I MERCATI AZIONARI
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Proposte alla Politica

29 Maggio 2009

Proposte per la Politica

Nei giorni scorsi, ma anche in quelli odierni e probabilmente futuri, si parla molto di intreccio tra la politica del Bel Paese e il cattivo costume dello stesso, a trasformare tutto in un morboso momento di gossip, fine a se stesso e con l’unica inevitabile conclusione che, per parlare di costume, non si parla di programmi, di progetti, di futuro possibile e delle intenzioni, delle indicazioni, dei solchi legislativi e culturali, che la politica dovrebbe tracciare per raggiungerlo questo sempre più fumoso domani.

Noi siamo Imprese, Professionisti, Lavoratori, Cittadini, ai quali non interessa la regola estetica od anagrafica che si vuole affidare o sfiduciare, nella scelta di uno o più candidati, noi tutti o almeno la maggior parte (si spera) siamo interessati alla politica del “FARE” : quella che vuole e si pone l’ obbiettivo di produrre risultati, per il paese, per i territori, per l’Europa, della quale volente o nolente ci sentiamo cittadini, anche se spesso non di serie A.

Ho letto molto idee, proposte, invettive, sulle prossime elezioni, ma pochi sono quelli che si sono prodigati a dare un suggerimento, un consiglio, una “Proposta” da affidare alla Politica.

Quella che da rappresentante delle giovani imprese e quindi anche per conto loro, mi sento in dovere di affidare, nasce dall’aver constatato che tutti gli attori economici e non del territorio, sono regolati dal sistema della FIDUCIA. Un esempio può essere utile a comprendere meglio di cosa parlo: le imprese per accedere al credito, per garantirsi la crescita, per dimostrarsi affidabili, periodicamente provvedono a stillare dei bilanci preventivi della propria attività, mettendo in mostra i risultati negativi o positivi raggiunti, al fine di vedere confermata la fiducia dai creditori e dimostrare l’oculatezza e la trasparenza nella gestione, che non è solo dei soci in quanto capitale versato, ma anche dei lavoratori in quanto capitale e lavoro erogato, ma, a pari merito, altri ordini di attori devono provvedere allo stesso modo, in varie forme a dimostrare le proprie buone pratiche a chi si affida e da fiducia loro, nelle più svariate forme possibili.

Dunque in questa mia veste di rappresentante di categoria e di cittadina, chiedo alla politica di giudicare il merito dell’operato dei rappresentanti eletti e farlo avendo come metro di misura, il presenzialismo in aula, le proposte di legge presentate, gli interventi sostenuti e in generale la capacità di produrre rispetto all’ incarico risultati, misurabili in maniera diretta dal cittadino e/o dai partiti che, adottando un “CODICE ETICO DEL FARE”, possano giudicare in itinere il mandato dei rappresentanti eletti e provvedere lì dove ce ne fosse bisogno ad adottare provvedimenti che vadano dai richiami ufficiali, all’esclusione dal gruppo politico di quei soggetti che non compiono il loro dovere (si pensi alla altissima percentuale di euro assenti o dai pianisti in parlamento).

La politica è spesso anche strumento di esempio e ha il dovere morale di darlo in termini positivi e non certo negativi, soprattutto in questo momento di crisi, dove il lavoro torna ad essere più che mai un valore fondamentale da preservare, proteggere ed affidare nelle mani di chi sa farlo fruttare.

Il Gruppo Giovani Imprenditori dell’Api Padova, crede fortemente che il merito e/o il giudizio positivo e/o negativo sull’operato dei nostri rappresentanti, politici e non, vada conquistato sul campo, dimostrando impegno e dedizione e in generale quei valori che quando esercitati hanno reso grande le nostre imprese, i nostri uomini, il nostro paese, per questo motivo rimandiamo, valutazioni su età e bellezza, a quella che più di ogni altro è la valutazione che ci sta a cuore: la volontà espressa, con i fatti dell’ operare e del fare, dell’impegno nel lavoro che ognuno di noi è chiamato a svolgere nel suo ruolo, che se politico diventa ancora più importante non solo per il valore di esempio, ma perché deve garantire la costruzione del futuro sviluppo del nostro paese.

Presidente Gruppo Giovani Apindustria Padova

Marika Vittadello


BANCA ROTTA IN AIUTO DELL’ABRUZZO

20 Maggio 2009

BANCA ROTTA IN AIUTO DELL’ABRUZZO
A GRAN VOCE LO SHOW RITORNA A MILANO
MARTEDI 26 MAGGIO ALLE ORE 21:00
PRESSO IL TEATRO FRANCO PARENTI
L’INCASSO INTERAMENTE DEVOLUTO ALLE
VITTIME DEL TERREMOTO IN ABRUZZO
www.eugeniobenetazzo.com/tour.htm

NEWSLETTER DESTRIERO
Destriero diventa Newsletter Trimestrale
con indicazioni periodiche su fondi ed ETF
www.eugeniobenetazzo.com/informazioni_destriero.htm
DELTORO HOLDING S.p.A.
DELIBERATO AUMENTO DI CAPITALE SOCIALE
PER ACQUISIZIONE IMPIANTO FOTOVOLTAICO IN SUD ITALIA
PER PARTECIPARE ALLA SOTTOSCRIZIONE
contatto@deltoroholding.com
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MEETING DI BORSA DI VICENZA

21 Aprile 2009

DISPONIBILE IL VIDEO DELLA CONFERENZA
DOVE ANDRANNO I MERCATI AZIONARI
TENUTASI A VICENZA IN DATA 08/04/2009
www.eugeniobenetazzo.com/meeting_08_04_2009.htm

METTI KO LA CRISI
SEMINARIO FINANZIARIO A ROMA
SABATO 9 MAGGIO 2009: DALLE 9:30 ALLE 18:30
http://www.macrolibrarsi.it/servizi/__metti-la-crisi-ko.php?pn=277
CON EUGENIO BENETAZZO E LIVIO SGARBI

TRE ANNI PER UN EQUILIBRIO PLANETARIO
INTERVISTA SUL CORRIERE DI CONFINDUSTRIA
www.eugeniobenetazzo.com/pesaro_15_04_2009.pdf

NON PERDETE SU ODEON TV (SKY 827)
EUGENIO BENETAZZO E LA TRUFFA DEL SIGNORAGGIO
TRASMISSIONE REBUS: LUNEDI 27 APRILE ORE 22:00


Io, società a responsabiltà illimitata

30 Gennaio 2009

Recensione del libro “Io, società a responsabilità illimitata. Strumenti per fare la grande differenza” di Sebastiano Zanolli, 2008, ed. Franco Angeli

Sono arrivato a Sebastiano Zanolli da un consiglio di Monica, una conoscente che stimo. Ho spulciato così il suo blog, mi sono fatto l’idea di una persona di sostanza, ho visto che aveva da poco dato alle stampe un libro, subito ordinato. E letto, ma è più corretto dire mangiato.

E’ un libro di management piacevole, e la novità è che è piacevole. Le frasi sono tutte più corte di un SMS, ma i concetti sono profondi. Si parla di cose importanti, di responsabilità, di morte, di felicità, di lavoro, della nostra vita quotidiana.

Cosa si impara leggendo il libro? Imparerete ad amare la vostra formazione continua. Zanolli condivide la propria analisi della realtà, dalle abitudini quotidiane al legame con la macroeconomia e la globlizzazione, in modo chiaro, semplice, che sempra quasi banale. Ma non sono affatto banali le conclusioni prese attraverso una visione schietta dei meccanismi che dominano questo mondo che accelera sempre più forte, isterico. Non smettere mai di imparare è la prima regola fondamentale. La conoscenza infatti diventa il valore aggiunto principale nell’economia durante l’era dell’informazione.

Personalmente sono rimasto sorpreso dalla totale sintonia di idee e visioni che ho in comune con l’autore. Ho apprezzato molto i consigli sull’essenza della comunicazione e della leadership, scritti in modo più diretto e reale rispetto ai mille manuali in giro.

Ho sottolineato alcune frasi che volevo ripescare. Nel libro si parla di un mondo senza sonno, che non si ferma mai, dove tutti sanno tutto istantaneamente. Ma come sopravvivere? E come fare la differenza? La soluzione in una frase: “In un mondo povero di tempo e ricco d’informazioni, andare all’essenza è fondamentale“.

Il centro del messaggio dell’autore è il valore da riscoprire della virtù della responsabilità individuale. Senza accusare il mondo, la dobbiamo promuovere noi. Dobbiamo creare le basi di un sistema che si misura con le responsabilità. I Giovani Imprenditori Confapi hanno intitolato il Congresso 2008 “Responsabilmente: stato, mercato e concorrenza”. Senza responsabilità non c’è meritocrazia. E non c’è spazio neanche per l’etica.

Leggetelo.


giovanimprenditori intervista il dott. Cristiano Samueli, presidente Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita

7 Gennaio 2009

Ciao Cristiano. Ti chiedo due righe su di te, chi sei e di che cosa ti occupi, per introdurti ai nostri lettori.

Ciao Mauro e ben trovati a tutti i tuoi lettori. Sono un medico di medicina generale e mi occupo di problematiche di fine vita, ovvero di come comportarsi da un punto di vista etico nei confronti dei malati terminali. Mi sono reso conto che in questo campo la medicina non ha delle direttive ben decodificate arrivando al paradosso che si possono prendere decisioni differenti di fronte allo stesso caso clinico. In questo senso sono stato il responsabile scientifico e moderatore del “Primo Simposio Nazionale sulle Decisioni di Fine Vita: quale il ruolo della desistenza terapeutica” tenutosi a Mestre nel maggio 2008 e sto organizzando il seminario “Dagli hospice al volontariato: il cammino del fine vita” che si terrà a Mestre il 7 febbraio 2009 in collaborazione fra Comune di Venezia ed Ordine dei Medici della Provincia di Venezia.

Partiamo dalla primavera di quest’anno, quando alla nostra associazione perviene l’invito per il primo simposio nazionale sulle decisioni di fine vita. Perché un simposio su questo tema? Quali percorsi si sono delineati in conclusione dell’evento?

Il Simposio è nato proprio perché da parte dell’Ordine dei Medici della Provincia di Venezia si è sentito il bisogno di iniziare ad affrontare il tema delle decisioni di fine vita in una maniera strutturata e non dispersiva come era avvenuto fino a quel momento. Abbiamo voluto quindi coinvolgere figure con varie professionalità e di campi diversi per aver modo di valutare la questione sotto vari aspetti. La cosa più rilevante è stata la sostanziale unanimità dei vari relatori nel riconoscere l’importanza della desistenza terapeutica nel campo delle problematiche di fine vita.

Parliamo di desistenza terapeutica, un termine di uso non comune. Puoi quindi spiegarci meglio di che cosa si tratta?

Il termine desistenza terapeutica è stato mutuato dall’Anestesia-Rianimazione, ambito della medicina in cui per primo si è sentito il bisogno di affrontare queste problematiche in maniera globale. In questo settore infatti è molto più pressante e drammatico il problema delle decisioni di fine vita nei confronti di un paziente morente. Il concetto di desistenza terapeutica trova il suo fondamento sull’etica dell’accompagnamento che indirizza il professionista sanitario al modo in cui si deve assistere il malato terminale. Desistere vuol quindi dire accompagnare questo tipo di pazienti verso la fine dando loro la migliore terapia del dolore e di supporto vitale, creando un rapporto medico-paziente chiaro ed efficace che riesca anche a decodificare le loro esigenze, costruendo inoltre una relazione positiva con la famiglia.

Le cronache hanno recentemente portato alla ribalta il “caso Englaro”. In questi momenti il dibattito pubblico si sofferma sulle questioni cosiddette etiche, il testamento biologico, prese di posizione ferme. Cosa c’è che non funziona in questo meccanismo? Come si pone l’Associazione Italiana per le Decisioni di Fine Vita?

Il problema alla base delle discussioni a cui ho partecipato o che ho ascoltato riguardo al caso Englaro o più in generale sulle decisioni di fine vita è che non si arriva mai a nulla di costruttivo. Questo perché si usano sempre i termini eutanasia ed accanimento che sono già unanimamente riconosciuti essere negativi ed improponibili nella nostra realtà sociale. Mancano i punti di riferimento ed un codice con cui confrontarsi. Ecco perché AIDeF, che crede fermamente nel diritto costituzionalmente riconosciuto di autodeterminarsi di ogni essere umano, sostiene e valorizza il concetto di desistenza terapeutica poiché lo riteniamo l’unico in cui tutti si possano riconoscere. È chiaro che la sua definizione è un percorso in cui c’è bisogno di un ampio contributo per arrivare ad una descrizione completa del termine.

Durante un ApiFocus del mese di settembre, grazie alla collaborazione dell’amico Maurizio Bortali di ALEA Ca’ Foscari, molti di noi hanno compilato il questionario individuale socio-organizzativo. Che risultati stanno emergendo da questa vostra analisi?

Il progetto del questionario sul fine vita da far compilare ad imprenditori e direttori è nato in quanto i Presidenti di ALEA e Salone d’Impresa si sono resi conto dell’estremo interesse e della completa novità che vi era nel capire l’impatto delle problematiche di fine vita all’interno del clima aziendale. In questo senso è stata coinvolta AIDeF come supervisore scientifico e abbiamo come partner il Comune di Venezia e l’Ordine dei Medici della Provincia di Venezia. Anche se presenteremo i risultati finali al “Secondo Simposio Nazionale sulle problematiche di fine vita” che si terrà a Mestre il 16 maggio 2009, ti posso già anticipare che la richiesta più forte ed immediata che viene dai questionari è legata al bisogno di formazione per affrontare meglio questi eventi all’interno delle aziende.

Realtà aziendale e problematiche di fine vita. Due mondi all’apparenza completamente estranei tra loro. Ma ci sono a tuo avviso dei possibili punti di contatto?

Sono d’accordo con te nel pensare che siano due mondi all’apparenza completamente estranei tra loro. Sappiamo che ogni realtà aziendale è il risultato di una propria cultura e dal clima organizzativo esistente. Un’azienda è formata da persone che trascorrono più tempo al lavoro che a casa propria ed è inevitabile che al suo interno ci si ritrovi ad affrontare problematiche di fine vita. Quindi a mio parere prestare attenzione e sensibilità a queste problematiche consente di raggiungere maggiore efficienza ed efficacia in ogni realtà lavorativa. Devo inoltre dirti che all’inizio del progetto qualcuno pensava che il fine vita non interessasse alle imprese, perché più interessate al mondo economico, ma questo punto di vista è stato subito cancellato dai primi risultati dei questionari.

Il senatore prof. Ignazio Marino sta raccogliendo le firme per sostenere la libertà di cura. Puoi spiegarci meglio di cosa si tratta e perché è importante sottoscrivere l’appello?

Sul sito www.appellotestamentobiologico.it è presente un appello a cui hanno aderito già più di 25 mila persone, che vuole essere un forte richiamo agli organi istituzionali perché finalmente affrontino il problema del testamento biologico. Per farti capire la grande confusione che regna, devi sapere che in Parlamento sono depositati ad oggi dieci progetti di legge su questo tema senza che nemmeno uno sia mai stato discusso e quindi reso esecutivo.

Cristiano, ci puoi dare qualche indirizzo utile nel web per chi volesse approfondire l’argomento?

Non posso che invitare i tuoi lettori a navigare sul sito www.desistenzaterapeutica.it che è il punto di riferimento per questi argomenti e lo dimostra il fatto che ha recentemente superato i 100 mila contatti dopo nemmeno un anno di vita.