Green Revolution e Cena di Natale 2009 | Le foto

18 Dicembre 2009

Inauguriamo la nostra gallery fotografica del nuovo account dedicato Flickr. Sono già online le migliori foto dell’evento “Green Revolution and New Business Opportunities” e della Cena di Natale 2009 per gli associati Apindustria Padova.

Enjoy!


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18 Dicembre 2009

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Il futuro si fabbrica

15 Dicembre 2009

Riprendo degli appunti di un convegno di qualche settimana, forse già dimenticato da tutti. Si è tenuto a Verona, organizzato da FAPI. Scrivo per lasciare traccia di alcuni spunti che ho condiviso o che mi hanno impressionato, estrapolati da discorsi più ampi giusto in tempo per trasformarli in un segno nel blocco. Non si sostiene nessuna tesi, non è un vero e proprio racconto discorsivo ma un insieme ordinato di paragrafi come sintesi di una discussione che dalla formazione continua nella imprese si è spostata in territori confinanti. A voi.

prof. Enzo Rullani

Facciamo poca formazione e la facciamo sbagliata. Per il nostro territorio questo è un paradosso: il capitalismo delle PMI è basato sulle persone, non su automatismi. Le persone vanno formate per essere pronte ed efficaci, e chi lavora oggi ha imparato sul campo, ma in futuro basterà? L’apprendimento sul campo è una soluzione percorribile? Da questo dato di fatto, per il professore gli attori del sistema economico del nordest devono affrontare due sfide importanti.

La prima riguarda i legami tra le persone. La fiducia, da ricostruire, tra clienti e fornitori, tra banca e azienda. Senza fiducia il sistema economico non può reggere. Ognuno per la propria parte è responsabile della filiera economica, e quindi fa parte della collettività che si prende carico del proprio futuro. Significa capire che ogni crescita economica fondata du basi fragili prima o poi crollerà, quindi è saggio condividere i guadagni ed anche le perdite, evitando il gioco del cerino tanto di moda in questi giorni di scarsa liquidità. Il cambiamento sta cambiando, il capitalismo per come lo conosciamo sta cambiando perchè si basa su regole che oggi semplicemente non ci sono più.

Seconda sfida: crisi di competitività. La sostenibilità del sistema oggi significa avere nuove idee dalle quali attingere, ma gli investimenti sono troppo bassi. Gli investimenti devono essere dirottati verso lo sviluppo di nuove competenze, i risultati sarebbero una produzione legata allo stile di vita più desiderato, e a soluzioni nuove per le filiere che oggi soffrono, ad esempio inglobando concorrenti di subfornitura meccanica in una nuova azienda di Global Service.

La formazione continua è un pilastro della nuova sfera del lavoratore, che sarà sempre più simile a quella imprenditoriale: responsabilità, flessibilità, investimento su sé stessi, rischio, autonomia. Ma dev’essere conveniente, ad esempio per l’azienda non dover pagare il costo della formazione per poi sciuparlo con un licenziamento improvviso, e al dipendente che deve trovare merito e riconoscimento per la sua professionalità.

dott. Paolo Galassi

Durante le crisi passate, gli imprenditori veneti hanno preso la valigia e sono andati in giro per il mondo a prendere clienti. Oggi non possiamo più permettercelo, i costi di produzione in Italia ci permettono di resistere solo nelle nicchie ad alto valore aggiunto. Abbiamo i costi più alti di tutti per l’energia e per la manodopera. I giovani d’oggi vedono già il futuro di una Italia che ci mette la mente e le braccia sono all’estero. Questi segnali dovrebbero bastare a convincere che, se la coperta è corta, bisogna tirarla verso chi produce.

Il 2009 si chiuderà con molti bilanci in perdita a causa dell’IRAP, a cascata ci sarà un peggioramento del rating di Basilea2 e quindi dei rapporti con le banche. E’ svanito il conflitto tra imprenditore e dipendente, perchè è svanita la ricchezza da contendere.

Il sommerso va eliminato, il carico fiscale per ognuno potrebbe essere inferiore di oltre il 5%. Le regole del paese non sono più chiare, nel mondo globalizzato non ce lo possiamo permettere.

Senatore Nicola Rossi

Il meccanismo di calcolo dell’IRAP evidenzia che chi l’ha creato era ignorante in materia di processi aziendali. E’ una tassa che va abolita, è sbagliata alla radice. Bisognerrebbe affrontare delle riforme politiche difficili per andare a prendere i soldi dove sono, concentrati in gruppi di potere con forti capacità di pressione. E mentre la voce di spesa pubblica cresce a doppia cifra, nessuno ha il coraggio di dire che la festa è finita. Serve ancora inglese e informatica nelle scuole, ma anche formazione specifica. I fondi a disposizione ci sono ma vengono utilizzati male.

Dott. Paolo Galassi

Il rapporto formativo dev’essere orientato dall’impresa. Oggi è sempre il barone universitario che decide il piano di studi. Un salto di quallità significativo è la possibilità di fornire alle aziende esattamente ciò di cui hanno necessità.


Save The Date | 16 dic 09 | Green Revolution and New Business Opportunities

9 Dicembre 2009

Apindustria Padova e il Gruppo Giovani Imprenditori in collaborazione con la Commissione Europea e l’Associazione Culturale Ragnarock organizzano l’evento per discutere e confrontarsi sull’impatto delle decisioni dei grandi del pianeta sulle PMI del territorio.

Mercoledì 16 dicembre alle ore 15.30 presso la Corte Benedettina a Legnaro

Programma

Ore 15:30 – Registrazione partecipanti

Ore 16:00 – Saluti e introduzione

Alberto Tosi
Presidente Confapi Veneto

Tito Alleva
Presidente Apindustria Padova

Marika Vittadello
Presidente Gruppo Giovani Apindustria Padova

Ore 17:00 – Interventi

Green Technology e territorio: le opportunità di sviluppo dal COP15 al Veneto
Alessandro Di Paolo – Esperto di politiche e strategie per lo sviluppo del territorio e Docente Università di Padova

La Danimarca, un piccolo paese che riunisce i grandi della terra: l’esempio dei paesi guida della “green tech”
Marco Germinario – Presidente Associazione Culturale No Profit Ragnarock

La politica europea, le linee di indirizzo e gli scenari futuri
Carlo Corazza – Direttore, Rappresentanza a Milano della Commissine Europea

La risposta delle PMI europee al cambiamento
Maria Luisa Ciampalini – Responsabile Internazionalizzazione Confapi, delegata UEAPME

Best practices tra pubblico e privato nell’ambito delle energie rinnovabili
Andrea Grigoletto – Direttore Tecnico Fondazione Fenice

Produrre in verde, dalla mitigazione alla valorizzazione dei siti produttivi
Lorenzo Benvenuti – Presidente Ordine Agronomi e Forestali di Padova

Ore 18:30 – La risposta dell’industria italiana (tavola rotonda)

Intervengono oltre agli ospiti:

Elisabetta Gardini – PDL (videoconferenza da Copenhagen)
Massimo Calearo – Presidente Gruppo Calearo
Thilo Koenig – Direttore Generale Sonepar S.p.A.
Mattia Boniardi – Presidente Lux Project

Modera: dott.ssa Maria Luisa Vincenzoni, giornalista RAI

ore 19:30 – Aperitivo

Presentazione della pubblicazione Excellence Veneto – seconda generazione, ed. Delmiglio, promossa da Confapi Veneto

Scarica la brochure (pdf)

Scarica il modulo di adesione (pdf)


Gestire la conoscenza

7 Dicembre 2009

Recensione del libro “Gestire la conoscenza per spingere la crescita”, 2007, ed. ETAS

Non è il manuale perfetto. Non ci sono manuali perfetti che ti insegnano a gestire efficacemente la conoscenza in azienda. Bisogna tener conto che l’editore originale è l’Harvard Business School Press, che cita casi di riferimento grandi aziende statunitensi, che hanno gli stessi problemi delle nostre fabbrichette, con la differenza che danno un nome ad ogni cosa.

Caro imprenditore che stai leggendo, ascoltami bene: se domani mattina il tuo miglior collaboratore presentasse le dimissioni, di quanto valore si priverà l’azienda? Come posso garantire ai membri dell’azienda la disponibilità di informazioni precise nel momento del bisogno o in situazioni critiche? Pensa ad esempio mentre qualcuno è al telefono con un cliente o al collaboratore alle prese con un collaudo sopra un ponteggio…

Le soluzioni a queste domande vanno oltre la gestione delle proprietà di idee e di brevetti. Si tratta piuttosto della capacità di mettere a valore condiviso le conoscenze implicite, ovvero quelle che sono solo nella testa di ognuno, affinchè possano essere utilizzate per agevolare le attività lavorative, allineando quindi i metodi e le strategie di ogni reparto. Capita spesso che le strategie importanti, l’ultima chiacchiera sul quel concorrente o quel cliente, l’idea per investire nella prossima azione di sviluppo di prodotto vengano decise nei corridoi degli uffici, tra una telefonata ed un appuntamento. Niente convocazioni, nessun ordine del giorno. Però anche questi incontri informali dovrebbero avere un verbale, una to-do-list, al bisogno possono diventare utilissimi.

La disciplina chiamata in causa per gestire la conoscenza si chiama Knowledge Management, si tratta di un processo formale e guidato attraverso cui si stabilisce quali informazioni, tra quelle in possesso di un’azienda, possono risultare utili ad altre persone e i modi in cui rendere questi dati facilmente accessibili. Nessuna nuova conoscenza, ma conoscere e padroneggiare quella esistente.

Il bello di questo libro sono gli approfondimenti alle questioni più delicate per la riuscita di una cultura aziendale fondata sulla condivisione di esperienze e best-practice. Ricordiamoci che, in estrema sintesi, si parla di persone, di abitudini e credenze e di naturale resistenza al cambiamento. E si parte dalla considerazione che la condivisione delle conoscenze è un atto innaturale. Sarà quindi semplice che le iniziative intraprese si arrestino. Lo strumento, sia esso una intranet, un wiki ecc, dovrebbe essere la conseguenza dell’analisi critica di quali skill contribuiscono maggiormente al business della propria azienda.

Leggendo ho imparato alcune cose, semplici ma molto intuitive, che mi aiuteranno ad affinare la mia strategia. La prima è che l’intelligenza si muove all’interno di un percorso sequenziale: dati, informazioni, sapere, saggezza. Funziona solo da sinistra verso destra. La seconda cosa importante è che il programma di KM tende ad uno di questi obiettivi: migliorare il rapporto con il cliente, arrivare più in fretta nel mercato, raggiungere l’eccellenza operativa.
E non dimentico che stamo vivendo l’epoca delle organizzazioni orizzontali, dove la ricerca del consenso che porta all’azione ha preso posto della verifica dell’obbedienza agli ordini.

Il libro riporta molti casi diversi per far capire la complessità dell’argomento. La conoscenza è multipla, saper fare, saper essere, in una frase bisogna cercare di creare un sistema per catturarla e renderla disponibile quando serve, nel momento del bisogno. Vanno ancora inventati indici e sistemi di misurazione per confrontare diverse pratiche e valorizzare l’importanza della conoscenza all’esterno della gesione manageriale, ad esempio la gestione contabile o il rapporto con una banca o un investitore.

Vi consiglio di leggerlo, perchè vi farete le domande giuste e per nulla scontate che eviteranno fallimenti e delusioni. E sempre sullo stesso tema, iscrivetevi per l’incontro con l’autore organizzato dal Gruppo Giovani Apindustria Verona del 10 dicembre 2009 dal titolo Il brainstorming è una gran cazzata.


Il calendario più furbo del 2010 te lo regala il gruppo giovani imprenditori

2 Dicembre 2009

Perché un calendario compatto?

Il Compact Calendar è una brillante idea di David Seah, un designer statunitense che ha reso disponibile alcuni strumenti davvero utili per la produttività quotidiana. La versione in italiano è stata tradotta da Magnificaweb.

Perché è il calendario più ‘furbo’?

Ha molti vantaggi: lo puoi stampare in un solo foglio A4, è diviso per settimane per poter gestire più facilmente progetti e programmi di media e lunga durata. Non ci sono interruzioni tra i giorni e le feste comandate sono ben evidenziate.

Perché una to-do-list?

Quando, dopo una riunione o una telefonata, vuoi tenere a mente quali saranno i prossimi passi, hai bisogno di una lista di cose da fare. Dalla lista della spesa alle routine, quando impari ad usarle diventano un must!

E se desideri avere un blocco di liste da riempire, con il minimo impatto ambientale, ti consiglio di cliccare qui.

E l’ambiente?

Con la funzione di Excel, puoi stampare solamente il periodo dell’anno che ti interessa. E per ogni progetto puoi avere la sua brava lista di azioni da fare sul retro del foglio.

Quanto costa???

Solo 1 click.

Versione PDF
Versione XLS (Excel)
Versione ODS (OpenOffice)

Come ti trovi? Fammelo sapere nei commenti.


Nuovo Articolo: TAGLI E DETTAGLI

27 Novembre 2009

NUOVO ARTICOLO: TAGLI E DETTAGLI
www.eugeniobenetazzo.com/tagli_e_dettagli.htm

EUGENIO BENETAZZO INDAGATO A LUGANO
http://new.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=176692&rubrica=2

LE NUOVE TAPPE DEL TOUR
www.eugeniobenetazzo.com/tour.htm

Grazie a tutti

EugenioBenetazzo.com


Demotopia | Cittadinanza digitale. Postdemocrazia?

18 Novembre 2009

Voglio fare la mia parte per divulgare un’iniziativa del Consiglio Regionale Veneto, per lo sviluppo di un tema molto caro a noi “cittadini della rete”

Sono venuto a conoscenza di questa iniziativa per caso, durante una passeggiata ad ExpoScuola. Spero di riuascire ad andarci di persona, altrimenti la seguirò dall’ufficio in streaming (e si potranno anche far domande dal web!) Siamo soliti, tutti, accusare la macchina pubblica di arretratezza e di chiusura, io per primo ritengo che la politica è ancora lontana da un principio di trasparenza vera necessario per entrare in rete. Quindi sono molto curioso di capire come si muove la Regione Veneto, dal mio punto di vista è un passo avanti rispetto a tutti.

E’ un diritto esprimere un parere contrario, nei modi giusti e leciti, quando la pubblica amministrazione diventa un ostacolo alla vita civile. Dovrebbe essere un dovere promuovere le iniziative che avvicinano il cittadino alla vita pubblica. Ecco perchè segnalo questo evento.

CITTADINANZA DIGITALE. POSTDEMOCRAZIA?

20 novembre 2009 – Venezia. Future Centre Telecom Italia

Programma della giornata
Ore 9.30
1. Saluti e apertura della giornata. Marino Finozzi, Presidente del Consiglio regionale del Veneto
2. Il progetto demotopia.net e il significato del convegno. Informazione e partecipazione principi costitutivi di un nuovo concetto di cittadinanza. Presentazione a cura di Cristiano Buffa (Aequinet)


Innovazione nella pubblica amministrazione. Qualificazione dei servizi, digital divide e partecipazione.

Ore 10,30
3. Obiettivi, metodologie e strumenti adottati in alcune esperienze di e-democracy promosse da pubbliche amministrazioni nel territorio veneto. Presentazione della ricerca. (relazione del Prof. Pino Gangemi, UniPD)
4. Qualificazione dei servizi o partecipazione. Obiettivi integrati o alternative? (Presentazione delle esperienze condotte dalle Amministrazioni di Padova, Verona, Venezia, Treviso, Belluno, Vicenza)
5. Metodologie e best pratices nella concertazione dei piani territoriali. Il ruolo svolto dai gruppi di interesse nella pianificazione concertata del territorio. Relazione di Associazione Fram_menti, Castelfranco Veneto
6. Nativi della rete e Pubbliche Amministrazioni. Inclusione, cooperazione o esclusione? (interventi di partecipanti e iscritti al network:: giovanidimarca.it, terremoto09 )


Democrazia consultiva. Il ruolo delle tecnologie, le regole della rete, come definire un protocollo partecipativo

Ore 12,15
7. Quali tecnologie e quali procedure adottare per alzare il livello della partecipazione? La PA deve operare come facilitatore di processo, i veri attori della partecipazione sono i cittadini. (relazione di Fiorella de Cindio e Cristian Peraboni, Università degli studi di MIlano)
8. Animazione e promozione nei social network. Come gestire il processo partecipativo. Dal marketing business alla politica. (relazione di Conrad Cancelli Web science)
9. Comunicazioni di iscritti al network

Buffet
Ora 13.30

Dalla parte del cittadino. Contesti, bisogni e progettualità partecipativa
Ora 14.30
10. Il ruolo dell’intermediario competente nella progettazione di iniziative partecipative promosse dalla pubblica amministrazione. Relazione di Csp, Piemonte
11. Se parliamo di rete, è necessario conoscere i cittadini che la frequentano.
Comportamenti, valori, abitudini e cultura dei cittadini della rete. Relazione di Paolo Ferrarini, Future Concept Lab
12. E’ opportuno operare su categorie definite di cittadini? Vantaggi e svantaggi di iniziative rivolte ai giovani (presentazione di Bollenti spiriti, Regione Puglia)
13. Si può fare business con l’e-partecipation? Il caso di INSITO, una metodologia integrata per la costruzione sociale e partecipativa di una conoscenza territoriale. Presentazione a cura dell’Associazione culturale Izmo
14. Progetti, esperienze ed esigenze. Comunicazioni di iscritti al network, (Come2discuss, Alice Cittone, Gabriele Cazzulini)

Sede del Convegno è il Future Centre Telecom Italia, San Marco 4826 – San Salvador (vicino a Rialto) Venezia.

Dalla stazione Santa Lucia vaporetto fermata Rialto, linee 1 e/o 2
Il convegno sarà trasmesso in streaming sul sito demotopia.net. Tramite il sito sarà possibile inviare domande o porre osservazioni ai partecipanti al convegno.

Scarica il pdf del convegno. Ti puoi registrare da qui.

Maggiori informazioni:

Demotopia.netDemotopia social netorkTerzo Veneto


Premio Sciacca ad Alessandro Bozzoli

10 Novembre 2009

le mie più sentite congratulazioni ad Alessandro Bozzoli della ditta Audes, componente del Gruppo Giovani Apindustria Padova!

Alessandro si è aggiudicato un Premio internazionale molto importante, il Premio Sciacca, che lo ha visto emergere tra una serie numerosa di segnalazioni.

Il premio gli sarà conferito sabato a Roma durante una cerimonia solenne alla quale seguirà una cena di Gala.

Sarò felice di accompagnarlo e presentarlo perchè questo trentenne imprenditore padovano è partito da zero, ha trovato un’idea originale e, supportato da un’ottima preparazione universitaria, ci si è buttato!

Complimenti! non capita spesso di veder riconosciuto tutto ciò.

Che sia di esempio, per chi ha un’idea, che sia condiviso, da chi la sta già realizzando.

Marika Vittadello


PMI e università, si può, anzi si deve!

9 Novembre 2009

spritz

Chissà se è merito anche della mistica ricetta dello spritz se l’Università di Padova da 6 anni è valutata al primo posto in Italia. Ci sarà una sfida eterna tra Aperol e Campari, tra ghetto e la piazza, ma senza dubbio la preparazione che fornisce l’ateneo di Padova è di tutto rispetto.

La nostra città è il baricentro del Veneto Che Produce, abbiamo più partite iva che telefonini, aziende grandi e piccolissime in posizione di leadership in molti mercati, e fino a poco tempo fa la disoccupazione era irrilevante. Il miracolo del nordest si è avverato in molte delle zone artigianali della provincia.

Due mondi distinti per peculiarità e finalità che condividono lo stesso territorio, la stessa passione che ci contraddistingue ovunque e lo stesso aperitivo. Ma si incontrano poco, e parlando in due lingue diverse, non si capiscono e tornano per la loro strada.

Il 29 ottobre 2009 all’interno del programma I Giovedì dell’Innovazione presso Apindustria Padova, con la collaborazione della Camera di Commercio di Padova, si è svolto un seminario per mettere Università e imprese faccia a faccia, per cercare una via comune di crescita.

L’introduzione di Andrea Berti, dirigente dell’area di trasferimento di tecnologia dell’Università degli Studi di Padova, ci spiega che un imprenditore non deve suonare il campanello del portone per cercare una collaborazione o avviare un progetto di ricerca. C’è un ufficio adatto, preposto per l’interfaccia tra le esigenze delle imprese e ciò che l’Università può fornire. Il luogo per attingere alla ricerca universitaria è proprio l’ufficio di trasferimento di tecnologia. Nel 2008 circa 50 imprese hanno contattato questa struttura. Possiamo fare di più! Ma cosa mi può dare l’Università? Puoi scoprirlo anche con un motore di ricerca gratuito, tu chiedi cosa vuoi, e lui ti elenca le risorse che il quel campo sono reperibili e sfruttabili. Si chiama UNI2B e mette in rete conoscenze e macchinari a disposizione di chi ne ha bisogno. I ricercatori spesso diventano imprenditori grazie ai progetti di spin-off, ovvero provano a concretizzare la migliore ricerca che può creare business. Queste nuove aziende, quelle che se lo meritano, sono accudite presso una struttura dedicata, lo Start Cube, che agevola il core business e il confronto reciproco togliendo le incombenze che creano solo inerzia al lavoro.

Un dipartimento all’avanguardia in molti campi ed applicazioni industriali è il DIMEG, Dipartimento di Innovazione Meccanica e Gestionale. L’innovazione è vera e il prof. Paolo Bariani lo dimostra evidenziando i campi di ricerca e le applicazioni nate dal suo team. La forza del DIMEG è sicuramente l’incontro tra competenze di Ingegneria Meccanica e Ingegnera Gestionale, quindi estremamente in sintonia con i processi di r&s aziendali. C’è comunque bisogno della volontà di avviare un progetto di collaborazione, perchè solo se l’azienda e il dipartimento diventano partner effettivi e c’è fiducia reciproca si può far strada assieme.

“Ogni azienda ha un dilemma”, e il dilemma della Società Pietro Rosa Tbm era davvero di difficile soluzione. Un problema tecnico, che avevano tutti coloro che si occupavano di quel tipo di lavorazione di materiali. Ma la società ha voluto cercare il limite, che ha superato, facendo della soluzione di quel dilemma la chiave del successo di una realtà che oggi occupa oltre 200 dipendenti di età media sotto i 40 anni. Mentre ammiro la presentazione dell’Ing. Mauro Fioretti, che fa rimanere senza fiato per la maniacale qualità di ogni aspetto che viene curato nell’azienda, penso che possiamo trarre una conclusione: l’azienda deve diventare più università. Per avere successo deve conoscersi, deve crescere, deve studiare e formarsi, deve stimolare un ambiente dinamico e anticonvenzionale. I professori, sempre di più dopo le ultime riforme previste dal Ministero dell’Istruzione, faranno gli imprenditori. Noi aziende cominciamo a fare le Università, impariamo dall’Univesrità degli Studi di Padova ad essere i numeri uno.

Mescoliamo i nostri saperi come l’acqua frizzante e il vino bianco nell’aperitivo-icona di Padova, e fare innovazione diventerà piacevole ed irresistibile.


COP15, cosa devi sapere

5 Novembre 2009

cop15

Percorso storico

Tutto cominciò nel giugno 1992, a Rio De Janeiro, quando i capi di stato si riunirono per parlare di ambiente, in un incontro che rimane alla storia come il Summit della Terra, o Conferenza di Rio. Fu il primo grande passo istituzionale per la salvaguardia ambientale, per la riduzione di emissioni nocive e di misure per limitare il riscaldamento climatico.

La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite e il protocollo di Kyoto

Un risultato del Summit fu la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), un trattato internazionale per la riduzione dei gas serra. Non poneva alcun limite di emissioni, che sarebbe stato incluso in un protocollo specifico. Dal 1995 ogni anno si tiene la Conferenza delle Parti (COP) per monitorare costantemente le azioni intraprese e stabilire azioni legalmente vincolanti per garantire il rispetto degli accordi nella riduzione dei gas serra.

Nel dicembre 1997 durante il COP-3 oltre 160 paesi sottoscrissero il Protocollo di Kyoto. Oggi oltre 180 paesi lo hanno ratificato, grande assente gli Stati Uniti.

Adesione al Protocollo di Kyōto al febbraio 2009. In verde gli stati che hanno firmato e ratificato il trattato, in giallo gli stati che lo hanno firmato ma non ancora ratificato. Gli Stati Uniti hanno firmato ma hanno poi rifiutato di ratificare il trattato.

Agenda 21

La definizione degli obiettivi del progetto Agenda 21 delle Nazioni Unite è ambiziosa come il nome. Il numero 21 sta ad indicare il secolo che stiamo vivendo, l’Agenda è il piano d’azione per promuovere lo sviluppo sostenibile contro le emergenze climatico-ambientali e socio-economiche. L’adesione alle direttive da parte degli stati membri è volontaria, gli intenti sono generici ma hanno delle stime dei costi previsti per la realizzazione. Sono previste le azioni locali e mirate, previste dall’articolo 28, su base di impegni riconosciuti da Agende 21 Locali.

Conferenza delle parti 15 o COP15

Dalla Conferenza di Bali del 2007 gli stati membri stanno cercando di definire un nuovo protocollo post-Kyoto. La road-map è nelle fasi finali. In questi giorni c’è molta attenzione attorno al Barcelona Climate Change Talks 2009 dove si definiranno i dettagli per la tappa conclusiva di Copenhagen, dal 7 al 18 dicembre 2009. Si parlerà di Co2, agricoltura, trasferimento tecnologico, mobilità sostenibile in particolare grazie ai veicoli elettrici, livelli di emissioni, finanziamenti. Tra chi dice si deciderà la strategia amientale dei prossimi anni e chi si aspetta il solito nulla di fatto come ci hanno abituati gli ultimi G-8 o G-20, anch’essi sedi istituzionali con i temi dell’ambiente sempre in primo piano.

Italia e la Green Economy

“Only for the brave”, solo per i coraggiosi. Un articolo di pochi giorni fa nel sito ufficiale del COP15 riporta i dati di una ricerca della Deutsche Bank che mette l’Italia nelle ultime posizioni tra i paesi con opportunità di investimento collegate ai cambiamenti climatici. L’alta rischiosità deriva dall’opacità di strategia in termini di politica ambientale dell’attuale governo, che ha causato molti richiami da parte della Comunità Europea per il mancato rispetto di parametri legati alle fonti rinnovabili. Un paese che non riesce ad essere attraente nemmeno per la Green Ecomony. La terra del sole.

Per saperne di più

http://en.cop15.dk Sito ufficiale COP15

http://www.dbcca.com/dbcca/EN/investment-research/investment_research_1780.jsp Global Climate Change Policy Tracker: An Investor’s Assessment

http://www.kyotoclub.org/ Organizzazione noprofit costituita da imprese, enti, ecc. impegnati nel raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.

http://www.un.org/esa/dsd/agenda21/res_agenda21_00.shtmlIl testo dell’Agenda 21 in inglese.

http://www.a21italy.it Coordinamento Agende 21 Locali italiane.


Congresso GIC 09, buona fortuna!

4 Novembre 2009

congresso gic 2009

Quest’anno non potrò esserci al Congresso. Farò buca dopo 3 anni consecutivi di presenza. L’anno scorso ero tra gli organizzatori, siamo stati travolti dalla protesta studentesca, piazza Capranica era nella zona protetta dai cordoni delle forze dell’ordine.

Impegni di lavoro e associativi mi bloccano a Padova. Non sarò troppo dispiaciuto, il tempo è denaro dicono, e un pomeriggio è un tempo prezioso. Nel 2008 eravamo fieri di una ricerca sulla fiscalità mai vista prima, compilata dai dati di aziende piccole del sistema, purtroppo poco enfatizzata dai media generalisti, che pendono dalle labbra dei politici.

Quest’anno non ho visto nulla del genere! Ci sarà AIESEC che conosco molto bene, è una rete mondiale autogestita dai giovani. Speriamo diano qualche buono spunto, da insider del mondo accademico.

I politici invitati sono molti e di alto spessore. Si farà un bel solito salottino, e Ghelfi è davvero in gamba ed in grado di tenere alti i contenuti del dibattito.

Mi spiace manchi un tempo per porre domande da parte del pubblico. Si arricchirebbe la sessione con qualche siparietto. Come questo, offerto dal ministro Meloni in visita in Australia.


Crescita nel 2010? No (e forse avevo ragione io)

3 Novembre 2009

banca italia

In queste prime settimane autunnali mi sono un po’ isolato dal mondo. Volutamente, cause di forza maggiore: sono concentrato su due importanti progetti di massima priorità per l’azienda. Ecco perché ho trascurato il blog.

Sono fortunato per potermi concedere tutto il tempo a disposizione ad attività di crescita, malgrado abbiamo molte cose da fare anche nel quotidiano perché il lavoro non manca. Vendiamo soprattutto, e molti, prodotti che facciamo meglio di chiunque altro, sviluppati in momenti in cui ci si poteva anche accontentare che tanto ce n’era per tutti. E subiamo solo casi isolati di clienti insoluti.

Vedo che le aziende fanno veramente fatica a cambiare, non è bastata una crisi di PIL ad ordinarglielo. Il cambiamento è una mission impossible per l’azienda. E’ il risvolto occulto della cultura del lavoro fisso a vita. Ci tornerò su questo punto. Comunque si vedono molti X6, non facciamo tutti la fame come leggo ogni tanto in qualche articolo. Ricevo molti cv di italiani di ogni età, qualcuno entra in ufficio per chiedere se abbiamo bisogno di operai, segno che li fuori è successo qualcosa di grosso.

Voglio parlare del Bollettino Economico n°58 della Banca d’Italia. Lo conosco da poco, questo strumento di analisi della situazione economica. Ho letto la sintesi del numero 58, redatta in ottobre 2009. I temi esaminati, per il trascorso 2009 e previsionale 2010 sono: recessione, ripresa, eurozona, domanda interna, credito, inflazione, conti pubblici.
All’inizio dell’anno il sentimento comune in ambito economico, alimentato dai media, era di agitazione per la caccia al colpevole di questa crisi birichina. Banche imputate numero uno, globalizzazione come complice e mandante. Oggi rimangono le paure e le gessature di una mancata visione a lungo termine, ma è sparito il resto. E’ sparito l’incubo imminente di un domino incontrollabile di istituti di credito. Sono spariti i loro debiti.

Ripresa? Attenzione. A quanto pare si è arrestata la discesa, che è cosa ben diversa. Si è arrestata la recessione e la ripresa si profila grazie alle politiche economiche espansive, dice Bankitalia. Intanto l’UE ha avviato delle procedure d’infrazione a 20 Stati per deficit eccessivo. In Italia nel 2012 il debito sarà il 112% del PIL. Le due cose sono strettamente legate tra di loro, ma nessuno lo dice mai.

Futuro previsto: bisogna fare due rapidi conti perché il rapporto non lo dice chiaro e tondo, lascia solo intendere. Prevista la ripresa economica nel 2010 dell’1% per i paesi “avanzati”, se togliamo il gap costante dell’Italia è facile supporre che si potrà vedere appena qualche zero virgola.

Personalmente non ci metterei la mano sul fuoco. I conti pubblici sono deteriorati pesantemente, significa più tasse e tagli di spesa. Sono in calo gli acquisti di beni durevoli. Abbiamo lasciato sul piatto una disoccupazione allarmante, e non abbiamo ricette pronte per porci rimedio.

La ripresa dei mercati internazionali doveva portarci in salvo tutti, come si diceva qualche mese fa, e io in questo articolo sottolineavo i miei forti dubbi.

Sono ottimista, ma non credo alla ripresa, quanto ad un nuovo scenario dove vigeranno regole nuove per competere. Sarà una sfida e mi sto preparando per affrontarla. Il processo sarà lungo e non privo di spargimenti di sangue.

E voi cosa pensate? Come andrà a finire? Come sarà il vostro 2010?


Congresso Nazionale Giovani Imprenditori Confapi 2009

2 Novembre 2009

Come annunciato qui, il 6 e 7 novembre ci sarà a Roma, presso l’Hotel Excelsior, il Congresso Nazionale Giovani Imprenditori Confapi 2009.

sabato 6 novembre

Sala Giardino d’inverno

Parte I

Ore 12:00 – Seminario formativo a cura di
Giorgio Tamaro
Direttore Fondo FAPI

Parte II

Ore 14:00 Apertura dei lavori:
Gianni Alemanno
Sindaco di Roma
Ore 14:15 Le determinazioni dei Giovani Imprenditori
Valentina Sanfelice di Bagnoli
Presidente Nazionale Giovani Imprenditori Confapi
Ore 14:30 Saluti Istituzionali
Paolo Galassi
Presidente Nazionale Confapi
Ore 14:45 Interviene Andrea Ronchi
Ministro Politiche europee
Ore 15:30 L’economia italiana tra miti e mete
Ne discutono:
Anna Maria Bernini
Deputato PDL
Matteo Colaninno
Deputato PD, Vicepresidente Gruppo Piaggio
Andrea Gibelli
Deputato Lega Nord
Erminia Mazzoni
Europarlamentare PDL
Roberto Occhiuto
Deputato UDC
Catia Polidori
Deputato PDL
Danilo Borrello
Presidente Aiesec Italia
Ore 17:00 Presentazione Ricerca GIC / Aiesec
Interviene Giorgia Meloni
Ministro della Gioventù
Ore 18:00 Chiusura dei lavori
Modera i lavori Luciano GhelfiGiornalista parlamentare

sabato 7 novembre

Sala Ludovisi

Ore 10:00 Emozioni, convenzioni, false convinzioni
Mario Pasquino
Direttore dell’Istituto Superiore del Marketing
Ore 13:00 Chiusura dei lavori a cura di Valentina Sanfelice di Bagnoli
Presidente Nazionale Giovani Imprenditori Confapi

Scarica l’invito! Congresso_Nazionale_GIC09


I Giovani Imprenditori nei social network

27 Ottobre 2009

face

Non si vive solo di casa, azienda e blog!

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T-holding e la discutibile tesi #29

27 Ottobre 2009

t-holding

Minimarketing è un blog che leggo sempre volentieri. Le 91 tesi che l’autore ha redatto sono una sorta di manifesto in un periodo di grandi cambiamenti nei rapporti di forza dei media. I blogger, da signori nessuno, rischiano di diventare protagonisti. Il dialogo e il commento senza intermediari aumenteranno considerevolmente di importanza e autorevolezza. Me lo auguro, ritengo fondamentale creare un ambiente sano e propedeutico in favore della trasparenza e della “meritocrazia”.

La tesi #29 si è palesata in tutta la sua forza.

Ieri sera cercavo testi, fonti e pareri sulla nuova idea, uscita dal meeting di Mantova della Piccola Industria di Confindustria. La soluzione a tutti i mali. Il mostro finale, il solo nome evoca creature estinte rievocate in Jurassic Park. t rex Un marchingegno finanziario che trasforma le aziende in voci di bilancio, gli imprenditori creativi in soci di capitale di società pubblico-private. Non sono l’unico a nutrire forti dubbi sulla validità del progetto. Cercate su Google e fatevi un’idea. Un paio di considerazioni da parte mia: il private equity, visione nella quale T-Holding rientra pienamente e pesantemente, non ha mai trovato grande approvazione nel nostro territorio, e imporlo dall’alto in un momento critico mi pare azzardato. Non si possono risolvere le criticità delle aziende piccole con le soluzioni per le aziende grandi. Non funzionerà. Poi mi piacerebbe che qualcuno, una volta, provasse a formulare una proposta senza chiedere qualcosa allo stato.

Siamo pieni di debito pubblico fino al collo, e ce lo ricordiamo solo quando è l’ora di lamentarsi.


Azienda, Padova

27 Ottobre 2009

padova

Mi ricordo la sera nella quale, durante un Consiglio Direttivo del Gruppo Giovani Imprenditori, del quale ero presidente, proposi di aprire un blog. Ci fu entusiasmo e complimenti da parte di tutti. Oggi mi spiace solo non vedere tutti qui pronti a scrivere ed a commentare. Diamo tempo, arriveranno.

In questo periodo io mi sono divertito. Ho preso consapevolezza dello strumento, dei suoi ritmi, dei suoi visitatori settimanali, di quali articoli fanno più appeal.

Scrivo questo articolo per spiegare a chi ci legge di cosa ci occuperemo prossimamente. L’idea di giovanimprenditori rimane sempre la stessa, ovvero un luogo di incrocio di idee, di prese di posizione, di ascolto di nuove fonti di vita economica. La voce dei giovani imprenditori delle piccole e medie aziende. Di Padova.

Scriverò più spesso, ho promesso a me stesso almeno un messaggio a settimana. Ma non mi preoccupo di quello, quanto del contenuto. Voglio farvi avere da qui il mio punto di vista unito assieme a quello dei miei colleghi imprenditori. Si parlerà dei nostri problemi di ogni giorno, di burocrazia, banche, leggi. Della nostra visione e commento alle notizie di attualità e di cronaca politica. Ma anche di management, di nuove tecnologie e di green economy. Se sforiamo, pazienza. Se non saremo regolari, pace, priorità al lavoro.

Questo blog non è l’organo di informazione dell’associazione, neppure del gruppo giovani. E’ il luogo di scambio libero di opinioni, con la speranza di ricevere commenti o proseguire i temi toccati qui. Chi scrive mette nome e cognome, e racconta la sua storia. La struttura è trasparente tra autore e lettore. Zero ordini dall’alto.

Parlano gli imprenditori padovani.


I sindacati #2

24 Ottobre 2009

barca

Non rettifico la mia visione crtica ad una associazione che sembra voglia rappresentare il popolo dei scansafatiche. Con le dovute eccezioni.
In ogni caso è una realtà che conosco poco e male, la mia “piccola e media azienda” ha pochi punti di contatto, ed è oggettiva la mancanza di rappresentanza istituzionale per il popolo dei dipendenti delle nostre aziende. Peccato.

Comincio seriamente a non capirli, sembra vengano da un altro mondo. Nessuno vuole toccare i salari, noi si vuole sono una tassazione più equa, loro ad assumere i precari. Ma porco cane, oggi siamo precari tutti. Se non ci mettiamo nelle condizioni di snellire i costi diretti e occulti della pressione [rende bene l'idea] fiscale e lottare nell’arena del mercato ad armi pari con gli altri paesi europei, cosa succederà?
Di sicuro che lavoreremo meno, quindi meno assunzioni, meno lavoro interinale, meno entrate fiscali alla fine del giro. La disoccupazione già oggi nel Veneto è preoccupante, molto preoccupante.
Perché dobbiamo rimanere su posizioni sempre contrapposte, e lasciare così godere il terzo? Perché devo sempre sentire dai sindacati degli ammonimenti al minimo segnale di allevio fiscale per le aziende?

Bisognerebbe pagare i dipendenti al lordo, e lasciare a loro gli oneri del versamento delle imposte. Cambierebbero molti assetti. E si comincerebbe a spingere un po’ di più dalla stessa parte, per disincagliarci dalle paludi di inefficienze che ci circondano. Oggi c’è bassa marea ed è tutto molto più evidente.


I sindacati

8 Ottobre 2009

sindacati

Abbiamo spostato di reparto una persona che lavorava per noi. La chiamano flessibilità. Lavoro facile, davvero facile. Non avevamo scelta, un prodotto ha calato di appeal negli ultimi anni, e fortunatamente stiamo lavorando con altri prodotti che tengono benissimo il mercato anche negli ultimi mesi.

Ma non è stato gradito. I sindacati, interpellati, hanno detto: certificati medici continui.

Grazie. Grazie a tutti.


Save the date | Evento GGI, Sede Api Padova il Mer. 7 Ott. 18:00

7 Ottobre 2009

Carissimi,
vi ricordo questa sera mercoledì 7 ottobre 2009 ore 18:00 presso sede Apindustria Padova, V.le dell’Industria, 23 Padova:

ore 18:00 – ApiFocus VII Export Issue: incontro di formazione con l’intervento del Presidente degli Operatori Doganali Walter Signorelli, di cui vi anticipo il programma in allegato.

ore 19:00 – Assemblea Annuale 2009: incontro istituzionale degli iscritti al Gruppo per approvazione Regolamento e conseguenti.

Seguirà aperitivo e cena presso Ristorante Coco’ Fashion & Music – Via Vigonovese, 79 – 35127 Padova

Prego confermare presenza

Marika Vittadello

I CorsoExportApindustria.pdf